Una base logistica per esplorare «l’Abisso»
Nasce a Fosse, sulle pendici del Corno d’Aquilio, il primo Ostello speleologico veronese e sarà intitolato a Mario Cargnel, fondatore del gruppo escursionistico scaligero Falchi e del Gruppo grotte Falchi Verona, figura di esploratore legato alla storia della Spluga della Preta e alla speleologia veronese e veneta.
L’iniziativa è partita dal Gruppo Falchi, presieduto da Sandro Dalle Pezze, e sarà illustrata stasera alle 21 nelle scuole elementari di Negrar, all’interno delle manifestazioni del Palio del Recioto, dove sono allestite anche una mostra dell’archivio storico della Preta e dei Falchi e la mostra «L’acqua che berremo», dedicata al carsismo e alla sua risorsa principe, l’acqua destinata a finire nelle nostre case e minacciata dall’inquinamento.
«L’Ostello di Fosse sarà un centro di prima accoglienza e archivio storico della Spluga della Preta», spiega Dalle Pezze, «dedicato principalmente agli speleologi e ricavato dalla ristrutturazione del vecchio forno della famiglia Benedetti che risale al ’500, accanto a un antico “volto barbaro”, come sono chiamati i bassi archi d’ingresso nelle corti e nelle contrade, già segnalato su antichissime mappe».
Gli speleologi del Gruppo Falchi hanno preso l’impegno di ristrutturare l’edificio nel rispetto dell’antica architettura: due dei quattro locali del piano terra, con volto a botte, saranno adibiti a cucina e sala da pranzo, con servizi annessi, conservando la struttura del vecchio forno che sarà riattivato. Un’altra stanza, con 15 posti a sedere, sarà riservata alla didattica, predisposta con impianto di videoproiezione a schermo retroilluminato. Al bisogno potrà servire anche per ampliare la sala da pranzo o essere adibita a magazzino provvisorio di prima accoglienza.
Nei piani superiori c’è l’intenzione di sistemare gli archivi e lo spazio per le consultazioni, una sala conferenze con 25 posti, vetrine con materiale storico dei «Falchi», un archivio multimediale, una segreteria e un ulteriore servizio igienico. I locali sono previsti polifunzionali per essere trasformati velocemente in spazi per il riposo degli speleologi o in spazi espositivi aperti al pubblico o destinati alla didattica.
«L’idea dell’Ostello è nata proprio dal fatto che la Spluga della Preta, una delle cavità in cui è stata scritta la storia mondiale della ricerca e dell’esplorazione in grotta, è a due passi dal centro storico di Fosse», ribadisce il presidente dei Falchi, «e c’era la necessita di una struttura per l’accoglienza dei tanti speleologi che a oltre 80 anni dalla prima esplorazione continuano ad essere attratti dai misteri di quella cavità. Inoltre la disposizione dello spazio ci permette di attrezzarlo anche per la didattica e per l’informazione e di conservare e di mettere a disposizione dei ricercatori, in un luogo storico e intriso di avventura, la ricca documentazione e il molto materiale d’archivio che in questi anni si è accumulato».
L’immobile acquistato dal gruppo Grotte Falchi sarà ristrutturato per la maggior parte dei lavori con il concorso di volontari e di donazioni per contenere le spese.
«Tutto quest’anno sarà dedicato alla progettazione, alla raccolta fondi e alla stesura dei contratti», annuncia Sandro Dalle Pezze, «e l’anno prossimo saranno fatte le opere murarie, con la speranza di concluderle entro l’estate».
(Vittorio Zambaldo)
[Fonte: L’Arena]
Meteo
ArtGallery
Sigfrido Corradi – photography
- Autunno: tiriamo le somme 07/12/2011
- Emozioni a colori 02/11/2011
- Guardando il mare 06/09/2011
- Giocando con il colore 11/08/2011



