5 feb 2008

Energia eolica, piano Lessinia

Tre aerogeneratori, minimotori eolici montati su antenne di 18 metri, entreranno in funzione entro l’anno a Malga Monticello di Velo, a 1364 metri di altitudine, non lontano da Conca dei Parpari. Dopo il Baldo, dove il progetto di grandi pale ha suscitato contestazioni, l’energia dal vento anche sui Lessini.
«È un impianto pilota sperimentale», premette Franco Peroni, sindaco di Velo, illustrando il progetto che ha già ottenuto il consenso della Provincia e attende l’approvazione della valutazione di impatto ambientale (Via) dalla Regione. «Si era cominciato a parlarne tre anni fa con l’assessore Stefano Valdegamberi: sembrava una procedura semplificata, in realtà sono stati necessari tutti i passaggi previsti dalla prassi normale, con oneri per intero e tempi allungati oltre le previsioni».
Obiettivo del progetto è misurare l’effettiva produzione di energia, mentre nei pressi della malga è già stato installato uno dei 10 anemometri finora posizionati in Lessinia (vedi riquadro a fianco).
Gino Cherubini, ingegnere, direttore dell’Agsm quando fu ideato l’inceneritore di Ca’ del Bue, è il progettista del picolo impianto: ridotto per dimensioni e per produzione perché teoricamente si dovrebbero ricavare circa 20 chilowattora (kw/h) all’anno, contro i 2000 kw/h annui di un impianto con una quarantina di aerogeneratori in funzione. L’energia prodotta è quella utile per una piccola azienda, perché minuscoli sono i motori di appena 80 chilogrammi, con un diametro di rotazione delle pale di 8-10 metri a un’altezza da terra di 18 metri.

Le eliche dovrebbero produrre per almeno 2000 ore all’anno, poco più di 5 ore al giorno, «ma sarà un dato da verificare sul campo», precisa Cherubini, «per questo si è pensato a un impianto sperimentale». Le pale, che effettuano 200 giri al minuto, si orientano secondo la direzione dei venti e sono sagomate in modo tale da produrre il minimo rumore. La realizzazione e la gestione dell’impianto, che immetterà energia elettrica in rete scaricandola nella vicina cabina Enel, è affidata in progetto di finanza alla ditta romana Eninesco srl. La Regione stanzia metà dei 340mila euro complessivi necessari, il Comune di Velo dovrebbe incassare 9000 euro all’anno fino a un certo numero di kw/h prodotti mentre la rimanenza resta alla ditta realizzatrice. Superata una certa quota di produzione, l’incasso è spartito a metà fra Comune e ditta. Trascorsi i 12 anni di ammortamento durante i quali l’energia prodotta è pagata (più del costo reale) con i certificati verdi, il Comune potrà decidere se sarà vantaggioso tenere l’impianto per sé o uscire dall’affare.
Lo studio Nucci & associati è stato incaricato dello studio di impatto ambientale, curato dai geologi Enrico Nucci e Lorena Benedetti, dall’ingegnere Michele Ferrari per le misurazioni acustiche e dal dottore forestale Manuel Cavazza per gli aspetti ambientali e floro-fanunistici. Nello studio sono entrati i risvolti negativi (rumore e disturbo del paesaggio) e positivi (salute e fattori socio-economici). Il rumore è minimo fino a 20 metri di distanza, nullo oltre i 65 metri, ma l’abitazione stabile più vicina è a 700 metri. Non risultano esserci corridoi migratori interrotti dai generatori eolici e comunque studi di settore hanno verificato che fino a 5 motori si produce l’effetto spaventapasseri: gli uccelli si allarmano per pochi giorni, poi si abituano ai nuovi intrusi.
Nella Via gli sforzi sono stati concentrati nella riduzione dell’impatto in fase di cantiere ed è stato tenuto conto dell’importanza dimostrativa dell’impianto, anche per visite di scuole e studiosi.

(Vittorio Zambaldo)
[Fonte: L’Arena]

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