23 nov 2007

La Lessinia piace ma pochi si fermano

In montagna ci si va ma per meno giorni e soprattutto con sistemi diversi da una volta: meno alberghi, più seconde case o bed and breakfast, molto mordi e fuggi, con visite di poche ore. Sono in atto nuove tendenze e forte evoluzione nel turismo montano, che è in calo rispetto a quello marino o delle città d’arte e si caratterizza per un’accentuata tendenza a frazionare i giorni che gli si dedicano.
Per la prima volta un’indagine seria, condotta con metodologie scientifiche dall’istituto Doxa di Milano e dallo studio Trend rivela cosa pensino della Lessinia i suoi frequentatori. La ricerca fa parte dell’attività dell’osservatorio turistico della Montagna Cimbra, distretto turistico fra Lessinia e Altopiano di Asiago, nato due anni fa con il programma di iniziativa comunitaria Leader plus grazie ai consorzi di promozione turistica Verona Tuttintorno e Asiago 7 Comuni.
I risultati dell’indagine, che ha coinvolto un migliaio di intervistati delle province di Verona, Mantova, Padova e Ferrara sono stati illustrati ad Asiago e in Comunità montana della Lessinia da Ennio Salamon, direttore di Doxa, da Pio Grollo e Stefania Fabiano Di Gregorio dello Studio Trend, che hanno ampliato la ricerca ai giudizi e alle indicazioni degli operatori turistici sulla passata stagione estiva.
Nella quattro province considerate, l’abitudine a gite in montagna è molto diffusa (il 74 per cento dei veronesi) e il potenziale turistico è molto ampio, anche se non manca la concorrenza. Però è confortante che quasi tre quinti degli intervistati (58%) abbiano sentito parlare di Lessinia (8 su 10 nelle province di Verona e Mantova) e che due terzi di loro sappiano che d’inverno si può sciare, ma la gran parte sa che è possibile solo in brevi periodi per mancanza di neve.
Interessante conoscere cosa i turisti credono che si possa fare in Lessinia: per l’84% trekking, comperare prodotti locali (82%), mangiare in molte trattorie (74%), vedere grandi panorami (77,5%) e trovare molto fresco d’estate, ma anche tranquillità, luoghi interessanti e osservare la vita contadina.
Quando si preferiscono altre mète montane lo si fa perché i paesaggi sono più belli, sono più vicine al luogo di residenza, o già conosciute, o hanno servizi migliori. È maggiore il peso dei soggiorni o delle gite estive (63%) per veronesi e mantovani, mentre padovani e ferraresi frequentano di più la Lessinia in inverno.
Quasi tutti usano l’auto e i pochi che ci arrivano in pullman sono in percentuale pari a quelli che salgono in moto o in bicicletta. Ma solo il 9% dei mille intervistati si ferma a dormire in Lessinia e di questi il 41% in case private, di proprietà o ospiti di amici.
L’ultimo viaggio sui monti veronesi è ricordato con molta soddisfazione da metà degli intervistati e con abbastanza soddisfazione da un altro 47 per cento: tra gli aspetti positivi che citano ci sono in prima fila l’ambiente e il paesaggio, poi i boschi e il verde, gli itinerari a piedi e in bici, la tranquillità e il silenzio.
Una domanda specifica sugli aspetti negativi del soggiorno ha messo in evidenza invece la poca cura dell’ambiente, nuove costruzioni di aspetto sgradevole, strade di non facile accesso e scarsità di aree di sosta per pic-nic. In media 8 visitatori su 10 si dicono sicuri che torneranno ancora in Lessini.

(Vittorio Zambaldo)
[Fonte: L’Arena]

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