27 set 2007

Gli speleologi tolgono i rifiuti dal Buso del Luon

Sei squadre di speleologi e diversi volontari tenteranno in tre giorni, da domani a domenica, di ripulire la cavità del Buso del Luon o Spluga di Varalta, situata fra le contrade Varalta e Dosso di San Mauro di Saline. L’operazione «Puliamo il buio 2007» è organizzata dalla Società speleologica italiana in collaborazione con Legambiente, concomitante con la campagna Puliamo il mondo, con il Comune, la Comunità montana e il Parco della Lessinia che la finanziano.
Il Buso del Luon è un inghiottitoio molto attivo, che in caso di pioggia raccoglie gran quantità d’acqua ma che negli ultimi cinquant’anni è diventato discarica di ogni genere di rifiuti: al suo interno gli speleologi hanno trovato a una profondità di una ventina di metri, in un ampio salone alto fino a 15 metri, carcasse di grandi animali, cestelli di lavatrici, frigoriferi, pneumatici, indumenti, scarpe, giocattoli, barattoli di vernice. Il pericolo è l’inquinamento delle falde.

«Gli speleologi, possedendo adeguate conoscenze tecniche ed esperienza per muoversi in sicurezza nel mondo sotterraneo sono in grado di effettuare osservazioni dirette in questo ambiente e di segnalare tempestivamente il pericolo», avverte Bruno Pellegrini, responsabile della Commissione speleologica veronese.

Il loro impegno non è solo di denuncia ma anche di riportare le grotte al loro stato naturale: in Veneto sono tre gli ipogei nei quali si lavorerà, posti sull’Altopiano di Asiago, nel Cansiglio e in Lessinia. «Da noi saranno impegnati il Gruppo amici della montagna, il Gruppo attività speleologica veronese, il Gruppo grotte Falchi, il gruppo speleologico di Montecchia, il Centro ricerche naturalistiche Monti Lessini e l’Unione speleologica veronese», elenca il referente per la campagna, Marco Casali del Gam, «e saranno affiancati dalla stazione di Verona del Soccorso alpino e speleologico. Ci sono state cinque uscite preparatorie e ce ne saranno altre quattro per mettere in sicurezza l’area, installare teleferica, carrucole e paranco per far salire i sacchi di rifiuti».

Legambiente, per voce del suo presidente Michele Bertucco, assicura il suo contributo e Stefano Marcolini, presidente di Comunità montana e Parco sottolinea l’importanza della collaborazione fra residenti e fruitori del territorio. «Le brutture ci sono, ma vogliamo toglierle», incalza l’assessore Massimo Spaggiari, «noi ci impegniamo per fornire le strutture adatte perché i rifiuti non vengano più smaltiti a caso e perché fin dalle scuole si parli di ecologia». V.Z.

[Fonte: L’Arena]

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