Escursione speleologica alla Spluga del Tasso
Caprino. Viaggio nel profondo del Baldo, tra stalattiti, stalagmiti e bianchissimi animaletti cavernicoli. Baldofestival Scienza inizia domani con un’escursione speleologica nella «Spluga del Tasso» guidata dagli esperti del Gruppo attività speleologica veronese e del Gruppo speleologico mantovano.
Chi desidera partecipare deve iscriversi in fretta perché la gita conta già numerosi iscritti e si fanno gruppi da dieci, ciascuno dei quali deve essere accompagnato da esperti (telefono 336- 392277). L’appuntamento è per le 14,30 al «Lavatoio» di località Porcino e si concluderà verso le 16,30. Spiega il professor Gianfranco Caoduro, speleologo del Gasv e presidente Wba (World biodiversity association – associazione per la biodiversità ): «La Spluga del Tasso, che non è stata ancora completamente esplorata, si apre a circa 330 metri di quota sul livello del mare a fianco del letto del torrente Tasso accanto a località Porcino. Si sviluppa per oltre 500 metri ed è la grotta più estesa del Baldo meridionale».
Oltre a essere un fenomeno interessante e atipico, essendo costituita da un’unica galleria meandriforme scavata in una lente (intrusione) di selce nel rosso ammonitico, è unica nella sua storia.
«La cavità si aprì infatti improvvisamente nell’alveo il 19 agosto 1966, in seguito a una violenta piena», ricorda Andrea Ceradini, uno degli esploratori del Gasv. «Fu parzialmente esplorata e rilevata fino ad un passaggio particolarmente stretto da speleologi della Società amici della natura, ma dopo poco più di due mesi, a seguito delle ingenti piogge che causarono le note inondazioni del novembre 1966, una nuova onda di piena del Tasso la richiuse riempiendola di decine di metri cubi di detrito alluvionale».
Due anni fa, però, il Gasv è riuscito a individuare il luogo dove è sepolto l’ingresso della grotta e ha iniziato uno scavo. Dopo molti giorni di lavoro volontario gli speleologi hanno raggiunto l’ingresso ed iniziato a svuotare il cunicolo iniziale. Il 25 aprile dell’anno scorso l’ultimo tappo di ghiaia è stato forzato e, dopo quarant’anni, si è potuto ripercorrere interamente la grotta. Ma la storia non è finita. Appena aperta, una serie di temporali estivi gonfiava di nuovo il Tasso e la grotta tornava a chiudersi. Ma quelli del Gasv non hanno mollato e, in pochi giorni, l’ hanno svuotata di nuovo per continuare ad esplorarla.
«Sono riusciti a superare le strettoie finali e ad accedere a nuove ed interessanti parti della grotta tra cui alcuni rami affluenti che portano a un ambiente di discrete dimensioni, la sala Marsala». Sono state, inoltre, effettuate ricerche bio-speleologiche che hanno permesso di individuare un’interessante fauna cavernicola, ora in studio al Museo civico di Storia Naturale di Verona. Infine, s’è fatto un nuovo e completo rilievo. L’escursione è un’affascinate opportunità per avere una visione insolita, quasi al negativo, di quanto ci circonda fuori. Chi entrerà vedrà pure stupende stalattiti nel cosiddetto «Duomo carsico». Si precisa che la visita non è semplice data una angusta strettoia iniziale.
Informazioni al numero: 336- 392277. (b.b.)
[Fonte: L’Arena]
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