San Giorgio, Pasqua sugli sci
Boscochiesanuova. Un metro di neve caduta nei giorni scorsi riapre la stagione dello sci a Malga San Giorgio e impianti in funzione domani, domenica e lunedì. «Le piste sono battute e si scia magnificamente con 50 centimetri di neve stabile sui tracciati», fa sapere Gianni Bonetti, direttore tecnico e sportivo della stazione. Per domani, vigilia di Pasqua, saranno aperti sia lo skilift del Valon sia la seggiovia. Resta chiuso lo skilift dello Slalom, ma la pista sarà utilizzabile sfruttando la risalita con la seggiovia.
I prezzi sono quelli della passata stagione, validi per le tariffe orarie e a punti, ma ci sarà la novità del biglietto scontato a 15,50 euro per il giornaliero, anziché i 20 euro dello scorso inverno, per sciare dalle 8 alle 16, orario scelto per dare il massimo di opportunità e di garanzia di tenuta delle piste.
«Abbiamo ottenuto dalla Regione anche l’autorizzazione a trasportare sulla seggiovia anche i pedoni», fa sapere Bonetti. Si potrà quindi salire fino ai 1800 metri del rifugio San Giorgio, approfittare della cucina e del solarium, garantirsi ore di ampi panorami sul gruppo del Carega innevato, sull’arco alpino e sulla pianura.
«L’idea ci è venuta per smentire i pessimisti che continuano a ribadire che in Lessinia non nevica più, che fa troppo caldo, che quelli investiti sulla neve sono soldi buttati al vento. Invece, dopo due inverni di abbondanti nevicate, abbiamo patito una stagione asciutta, come può capitare, ma le condizioni per la neve permangono e ci si può attrezzare per resistere a qualche inverno che va male», ribadisce.
A farsi carico della responsabilità della riapertura degli impianti è stata la società Nuova Lessinia spa, di cui è presidente Claudio Melotti, sindaco di Boscochiesanuova. «Le perplessità sono state anche nostre, tant’è che alla prima nevicata avevamo escluso di riaprire, proprio perché, a conti fatti non avevamo garanzie sufficienti dal meteo: l’innalzamento della temperatura con pioggia o sole poteva pregiudicare il lavoro di ore e ore dedicate alla preparazione delle piste», ammette il presidente.
Cos’è all’ora che ha fatto cambiare idea? «Intanto la nevicata abbondante che ci ha dato garanzie quanto alla tenuta delle piste. Poi anche le previsioni meteorologiche danno ancora per qualche giorno temperature rigide la sera e soprattutto bel tempo durante il fine settimana pasquale.
I conti sono presto fatti: tracciare le piste, pagare il gasolio, lo stipendio al personale e il consumo di energia elettrica ci costa circa 7-8 mila euro. Con il biglietto giornaliero a 15,50 euro dovremmo riuscire a portare sulle piste in tre giorni poco più di 500 persone paganti lo skipass intero. Abbiamo considerato che nei giorni di maggior afflusso riusciamo a incassare fino a 20 mila euro e che non sarà impossibile, stando così le condizioni della neve e del meteo, riuscire ad avere 600 persone paganti in tre giorni. I tre giorni di festa ci possono aiutare perché le strade sono ben pulite, molti quest’anno non sono riusciti a mettersi gli sci ai piedi e non è azzardato pensare che vogliano approfittare di quest’ultima occasione, anche se il caldo delle località di pianura potrebbe far pensare più a itinerari estivi», conclude Melotti.
Lo scorso anno a metà aprile c’era ancora un metro di neve sul monte Tomba, ma come per il 2004 si trattò di una stagione particolarmente nevosa, tanto che superò i 4,55 metri complessivi nella stagione, fino agli ultimi 25 centimetri caduti proprio il 1 giugno, con le vacche già al pascolo da settimane.
Vittorio Zambaldo
[Fonte: L’Arena]
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