25 gen 2007
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Sorpresa: è arrivata la neve

Sembrava arrivata e passata in fretta l’annunciata perturbazione, senza portare neve e freddo: almeno non quanto gli operatori turistici della montagna veronese si aspettavano. Invece, nel tardo pomeriggio di ieri, le cose sono cambiate. Attorno alle 17 è iniziato a nevicare abbondantemente a San Giorgio e, grazie all’arrivo previsto di aria fredda, la coltre bianca è scesa fino a Cerro, a un’altitudine di 800 metri. E nel giro di un paio d’ore c’erano già 17 centimetri di neve misurati in piazza a Bosco. E in quota si è arrivati a 25 centimetri.

La nevicata a sorpresa ha restituito un po’ di speranza agli operatori delle stazioni invernali della Lessinia e del Baldo, dopo la delusione dei giorni scorsi, quando le abbondanti precipitazioni erano state quasi essenzialmente piovose, anche in quota. Martedì, sul tetto della biglietteria di Malga San Giorgio, la pioggia batteva talmente forte da sembrare un temporale estivo. Se fosse stata tutta neve avrebbe fatto la gioia di sciatori e operatori, ma così non è stato.
Dalla sera prima, quando con timidi fiocchi verso l’imbrunire era cominciato a nevicare, la delusione si è fatta subito vedere, perché alle 21 la neve si era già trasformata in pioggia. Ieri mattina c’era poco più di un’imbiancata su tutta la Lessinia, ma a quote superiori ai mille metri. A Malga San Giorgio lo strato bianco raggiungeva i due centimetri e verso mezzogiorno nevischiava ancora, ma con poca convinzione.
Però il freddo cominciava a farsi sentire e in mattinata erano entrati in funzione i cannoni sparaneve sulla parte alta delle piste. «Abbiamo deciso di tenere chiuso anche la pista Valon per dedicarci completamente alla sistemazione delle piste», fa sapere Gianni Bonetti, direttore tecnico della stazione di Boscochiesanuova, «ma confidiamo per sabato di riuscire ad aprire sia la pista Valon sia la seggiovia con la pista Belvedere. Poi se il freddo continua e magari arriverà qualche altra spruzzata di neve, dovremmo riuscire a completare anche tutti gli altri tracciati», annuncia facendo gli scongiuri.

Il Baldo si era imbiancato di più, fino a una decina di centimetri sulla parte sommitale, ma la giornata di martedì aveva accompagnato la precipitazione con temperature elevate e pioggia fin dal mattino. Ieri a mezzogiorno, ai 1800 della locanda Baita dei Forti, all’arrivo della funivia, la colonnina di mercurio segnava un grado sotto lo zero. «Non è stata una gran nevicata», ammette Giuseppe Venturini, presidente della funivia Malcesine Monte Baldo, «e certamente non possiamo dire che si possa sciare, tutt’al più serve per fotografare da lontano il Baldo innevato, ma se la temperatura tiene possiamo ancora sperare di far qualcosa». Ma le nuove precipitazioni delle ultime ore potrebbero cambiare le carte in tavola anche a Malcesine.
Gli operatori, in ogni caso, fanno i conti con una stagione che si sta sfilando di mano: gennaio si è quasi concluso senza un nulla di fatto e a febbraio ci sono impegni importanti da rispettare: ad esempio, la tappa italiana di Coppa Europa di sci da discesa per disabili, che era prevista sul monte Baldo a gennaio ed era già stata rinviata ai giorni 2-4 febbraio: «Domani e sabato ci sarà un sopralluogo dei tecnici federali per decidere se si potranno disputare le gare. Sarebbe un peccato perdere questa occasione», ammette Venturini, «e contiamo su temperature basse e qualche nevicata magari in più riprese per poter allestire piste adeguate alla manifestazione».

Fino a ieri erano a rischio anche i campionati italiani assoluti di fondo a San Giorgio e i campionati italiani ragazzi-allievi, in calendario nel fine settimana del 10-11 febbraio. Ma la miracolosa neve di queste ore dovrebbe aver salvato le due manifestazioni.
E a proposito di miracoli, otto anni fa il triduo a san Vitale portò abbondanza di neve e salvò degli splendidi campionati italiani assoluti di fondo con Fulvio e Sabina Valbusa più volte sul podio.
La festa liturgica del martire Vitale cadrebbe il 28 aprile, ma che a Boscochiesanuova è tradizionalmente anticipata al 29 gennaio, in ricordo di un pellegrinaggio dei fedeli a San Vitale in Arco («San Vidale te bagna le spale») per chiedere la pioggia dopo mesi di siccità, e che ottennero in modo miracoloso proprio mentre erano sulla via del ritorno.

Vittorio Zambaldo
[Fonte: ]

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