Neve su Lessinia e Baldo, assaggio d’inverno
La prima neve in Lessinia e sul Baldo ha portato un po’ di ottimismo fra gli operatori turistici, anche se si aspettano temperature più rigide per poter dire che l’inverno è arrivato davvero. Al rifugio Prima Neve, a 1766 metri sulla sommità del monte Tomba, sono caduti 5 centimetri di neve «anche se il forte vento ha contribuito ad accumularla», ammette il gestore Sergio Bruni.
La precipitazione aveva cominciato a farsi nevosa verso le 18 di martedì, con una prima spolverata, poi nella notte il fenomeno si è intensificato coprendo di bianco tutta l’alta Lessinia a partire dai 1400 metri di Branchetto.
«Sul Carega c’è uno spessore abbastanza consistente», rivela Bruni dal suo osservatorio privilegiato appena le nuvole ancora cariche si allargano spinte dal vento che spira da nord. «La temperatura è però attorno ai 2 gradi sopra zero e anche stanotte non è scesa sotto il grado e mezzo. Sono uscito a piantare i paletti per delimitare il sentiero prima che la neve lo cancelli e si sente il terreno ancora morbido, segno che la terra è calda: perché la neve resista al suolo deve ancora far freddo», aggiunge.
Alla stazione di Malga San Giorgio è tutto pronto per la stagione sciistica: «I cannoni sono in postazione anche per la neve programmata. Aspettiamo almeno il freddo, se non proprio la neve naturale», annuncia il direttore tecnico Gianni Bonetti. Le previsioni danno però un innalzamento della temperatura per i prossimi giorni, ma intanto è cominciato almeno a cambiare il paesaggio dell’alta Lessinia.
Prima neve anche sul monte Baldo, come si diceva. E’ caduta l’altra notte sull’intera catena, e ieri mattina le temperature erano intorno a zero gradi. Una spruzzatina è arrivata fino a quota 1400-1500 metri, sopra Novezzina per intenderci, e ovviamente anche sulle cime più alte, che non sono però area sciistica. A bassa quota invece è solamente piovuto e ieri le temperature erano sui 6-7 gradi sopra lo zero, con un vento di tramontana destinato a portare solo un temporaneo raffreddamento. Non si segnala alcun problema alla viabilità, anche se la strada fra Novezza e San Valentino resta interdetta al traffico veicolare.
Un po’ di neve è apparsa anche sulle colme di Brenzone e Malcesine, ma ieri mattina già brillava il sole per cui durante la giornata buona parte della neve si è dissolta. Anche qui il problema resta quello delle temperature (e non ci sono impianti per l’innevamento programmato): oggi i meteorologi prevedono lo zero termico a quota 2600 metri, il che significa che anche sulle cime più alte farà più caldo del solito.
Analoghi problemi li incontrano i «gemelli» della ski area di Polsa-San Valentino, che invece hanno un moderno impianto di innevamento ma con queste temperature non può essere messo in funzione. E’ il caso di ricordare che lo scorso anno l’inverno era arrivato all’improvviso, a fine novembre, con neve anche in pianura. E nei due anni precedenti aveva nevicato abbondantemente già alla fine di ottobre.
Le piogge cadute in questo periodo hanno quantomeno alleviato il problema della siccità, che nelle passate settimane è stato tenuto sotto stretta osservazione dalla protezione civile. Sul Baldo per circa 40 giorni non è piovuto, così nei primi 15 giorni di novembre le squadre della protezione civile erano allertate per il rischio-incendi. I volontari sono usciti quotidianamente, anche durante la notte, per monitorare il territorio facendo prevenzione. Del resto, con temperature più elevate rispetto alla norma, vale a dire sui 12-13 gradi, era forte il rischio di focolai.
Vittorio Zambaldo
[Fonte: L’Arena]
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