Troppe spese e il Cai vende il rifugio
Troppe spese per i rifugi e il Cai Verona cede il Chierego alla Comunità montana del Baldo La decisione, in pratica, era stata presa già questa estate ma soltanto adesso che la situazione è stata definita completamente il presidente della sezione scaligera del Club alpino italiano, Piero Bresaola, ha comunicato pubblicamente che il rifugio Chierego alla Costabella, sul Monte Baldo, verrà ceduto alla Comunità montana del Baldo. «È stata una decisione non facile», spiega Bresaola «ma necessaria. Tant’è che già nel luglio scorso, quando venne avanzata appunto l’ipotesi di cedere il Chierego per far fronte alle spese che la sezione deve e dovrà sostenere per mantenere in efficienza le altre strutture in quota, essa venne approvata all’unanimità».
Ma come e perché si è giunti al punto di dover alienare un bene che è e resterà sempre, un patrimonio storico della tradizione alpinistica veronese? «La matematica non è un’opinione», continua Bresaola «e sono bastati pochi e semplici conti per far capire ai consiglieri che bisognava affrontare la situazione finanziaria in maniera drastica. Dal bilancio al 30 giugno del 2006, il debito totale della sezione verso i fornitori ammontava a 355 mila euro circa, a fronte di una disponibilità liquida dell’ente di appena 87 mila euro. Conseguentemente, se non si voleva rischiare il fallimento per insolvibilità, le soluzioni possibili erano tre: o tutti i consiglieri, più il presidente, erano disposti a sborsare personalmente 12 mila euro, o si aumentava di almeno 10 euro l’abbonamento annuale, oppure si vendeva un immobile».
«La scelta è caduta, né poteva essere diversamente, su questa terza possibilità», spiega il presidente «tanto più che vi era già un ente pubblico, la Comunità montana del Baldo, dichiaratosi interessato all’acquisto del rifugio Chierego». Ottenuta quindi dal Consiglio la delega a procedere nelle trattative per la vendita, Bresaola si è incontrato più volte durante l’estate con la Comunità montana del Baldo e la Provincia di Verona. «Quattro persone sono state determinanti», spiega sempre Bresaola «nella soluzione della vicenda e sono state il presidente della Provincia, Elio Mosele, e l’assessore al Turismo nonché e vicepresidente della Provincia medesima, Antonio Pastorello, da un lato, e dall’altro il presidente della Comunità montana del Baldo, Cipriano Castellani, e il presidente del Collegio dei sindaci della Comunità montana, Virgilio Asileppi».
La comunanza d’intenti che ha portato all’interazione fra Provincia e Comunità montana è stata pressoché totale, dal momento che sia l’uno che l’altro ente hanno giustamente riconosciuto al rifugio Chierego, in virtù non solo dell’ubicazione strategica ma anche della sua tradizione escursionistico-alpinistica, un’elevata importanza per lo sviluppo dell’entroterra baldense all’insegna di un turismo sempre più attento al richiamo delle bellezze della natura e, naturalmente, del rispetto per la stessa.
Non bisogna dimenticare, infatti, che il Chierego è collocato al vertice di una vasta porzione del versante sudoccidentale del Monte Baldo dove troviamo concentrate importanti emergenze di tipo floro-faunistico in un contesto, in genere, ancora molto ben conservato nonostante la discreta antropizzazione presente lungo le pendici. Le non distante riviera benacense da Brenzone a Garda, la vicinanza ad una rinomata stazione di soggiorno e turismo come San Zeno di Montagna oltre che la presenza degli impianti di risalita Prada-Costabella sono tutti elementi che, in una prospettiva di valorizzazione turistica del Baldo, fanno del rifugio Chierego un punto di riferimento per i frequentatori della zona.
«Sia a noi del Club alpino che ai rappresentanti della Comunità montana e della Provincia», spiega sempre Bresaola «è parso opportuno che il rifugio, pur cambiando proprietà, non passasse a dei privati ma restasse ad un ente pubblico che ne garantisse la destinazione sociale di sempre». E così e stato. In altre parole, quindi, ciò significa che gli appassionati di montagna e i soci della Sezione veronese del Club alpino non devono nutrire alcuna preoccupazione: il rifugio Chierego resterà sempre un rifugio alpino perché, anche se di proprietà della Comunità montana, rimarrà sotto il controllo del Cai Verona che ne curerà la conduzione mantenendo inalterata, come sancito dal contratto, anche l’attuale gestione.
«In questa maniera», conclude soddisfatto Bresaola «anche se abbiamo dovuto vendere un bene di nostra proprietà siamo comunque riusciti, per così dire, a salvare capra e cavoli: il rifugio, infatti, manterrà la propria importante funzione sociale senza perdere nulla di quel significato emozionale che si era guadagnato in tanti anni di frequentazione. In più siamo riusciti a fronteggiare la crisi economica che rischiava di mettere in forte crisi la sezione. E così, adesso, avremo la possibilità di rendere sempre più efficienti gli altri nostri rifugi, primo fra tutti il Barana che, sia chiaro, non abbiamo nessuna intenzione di cedere ma che anzi vogliamo sistemare definitivamente risolvendone ogni problema».
Eugenio Cipriani
[Fonte: L’Arena]
Meteo
ArtGallery
Sigfrido Corradi – photography
- Autunno: tiriamo le somme 07/12/2011
- Emozioni a colori 02/11/2011
- Guardando il mare 06/09/2011
- Giocando con il colore 11/08/2011



