La ciclopista del Sole al via

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Bussolengo. La ciclopista del Sole, il grande tracciato destinato a collegare il passo del Brennero con la Sicilia, muove i primi passi anche nel veronese. Dopo la presentazione del tracciato, sabato scorso, al Salone del ciclo di Milano, insieme alla nuovissima guida, realizzata dalla Ediciclo, per il tratto dal confine con l’Austria al Garda (in tutto 400 chilometri), sabato 23 settembre sarà inaugurato il primo lotto, che va da Chievo a Bussolengo: la cerimonia è alle 11.30 in località Case Nuove a Chievo (in via Turbina, vicino a Boscomantico). Questo tratto è lungo 8,3 chilometri, largo tre metri e ha una pendenza media del 2%.

Il via libera è arrivato dopo il sopralluogo effettuato dalla 3ª Commissione provinciale viabilità e lavori pubblici, guidata da Giorgio Girelli, a San Vito al Mantico per verificare lo stato di realizzazione del primo lotto.
Era presente anche l’assessore Luca Sebastiano, che ha spiegato il programma dei lavori e la motivazione che ha spinto la Provincia a finanziare l’intera opera per i lotti 2 e 3.

Il lotto 1 va da Boscomantico alla centrale di Bussolengo. Nel tratto che attraversa il paese il Comune si adopererà per segnalare la ciclabile. Il secondo lotto, da Bussolengo a Gaium di Volarne, è già finanziato e sta per essere concluso l’iter progettuale, per poi passare all’appalto, con inizio lavori previsto per il 2007. Anche il terzo lotto, da Gaium a Peri, al confine con il Trentino Alto Adige (dove la pista è già realtà da anni, con diramazioni verso Riva e, a nord, verso il passo Resia e a San Candido) è già finanziato e sta per iniziare la fase progettuale.
«Ad opera terminata», commenta Girelli, «sarà possibile collegarsi con la ciclabile dell’Adige in Trentino e quindi avremo un collegamento con l’Europa a nord, mentre a sud, una volta completata la pista ciclabile del Comune di Verona, che si congiungerà in località Sorte, a Chievo, con il nostro primo lotto, sarà possibile pedalare fino a Zevio, a fianco dell’Adige. Il progetto è già stato inserito nel piano triennale della Provincia.
«Questa importante arteria rappresenta una specie di autostrada sia per gli amanti della bicicletta, sia per i cicloturisti stranieri e sicuramente darà un notevole impulso a un nuovo tipo di turismo che nel Nord Europa da anni si è ampiamente sviluppato. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che il tracciato della pista dal punto di vista ambientale e paesaggistico è molto bello, con stupendi colpi d’occhio sulla Valpolicella nel tratto Bussolengo-Gaium».

La pista «rappresenta uno degli interventi più significativi della Provincia nel territorio Bussolengo-Valpolicella-Valdadige», aggiunge Girelli, «ed ha già avuto giudizi molto favorevoli da tutti, minoranze consiliari comprese. Va dato atto al presidente Mosele di avere con determinazione creduto e sostenuto questo progetto».
«L’intervento», spiega l’assessore ai lavori pubblici della Provincia, Luca Sebastiano, «si colloca nell’ambito dei lavori di costruzione del percorso europeo della Ciclopista del Sole, che si sviluppa attualmente in territorio veronese su strade ad uso promiscuo, sia provinciali che comunali. Tale opera è stata favorevolmente accolta dai comuni, con i quali è stato possibile coordinare il collegamento dei percorsi realizzati dai medesimi, oltre la futura manutenzione e vigilanza.

«La Provincia ha stipulato con l’Enel una convenzione per l’utilizzo a pista ciclabile della strada di servizio lungo l’argine sinistro del Canale Biffis, da Pilcante, sul confine con Trento, a Sorte, nel Comune di Verona. È stata stipulata anche una convenzione con il consorzio di bonifica Agro veronese Tartaro Tione, per avere in utilizzo un tratto della lunghezza di circa 500 metri lungo il canale diramatore principale, in comune di Bussolengo.

«L’opera attualmente appaltata», prosegue Sebastiano, «andrà a realizzare il tratto di ciclopista tra l’incrocio della strada comunale via Turbina con il canale Biffis, fino alla centrale Enel di Bussolengo. Il percorso ciclabile contribuisce alla valorizzazione del paesaggio e al miglioramento della sicurezza della circolazione sulle strade esistenti sottraendo il transito ciclistico».

Lino Cattabianchi
[Fonte: L'Arena]

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