20 ago 2006

I fossili si scoprono in diretta

Bolca. Si torna a «pescare» nella Pesciara. Inizia domani la nuova campagna di scavi portata avanti dall’equipe che fa capo al Museo civico di storia naturale di Verona. È il quarto anno consecutivo che, a partire da agosto, la direzione del museo cittadino, guidata dalla naturalista Alessandra Aspes, attua campagne di scavi nei siti paleontologici di Bolca. Saranno, come negli anni passati, Roberto Zorzin, del museo di Verona, direttore degli scavi, e Andrea Tintori, del Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Milano, responsabile scientifico, a dirigere le operazioni.

Il giacimento fossilifero della Pesciara è il più prestigioso nel territorio di Bolca, non solo per la quantità di fossili estratti, ma soprattutto per il gran numero di specie in esso rinvenute. È il sito che ha consentito agli «storici della terra» di ricostruire con una certa chiarezza com’era la vita sul nostro pianeta 50 milioni di anni fa.
Ma quello in cui si andrà a scavare da domani è un accesso nuovo della Pesciara, posto in alto sul dirupo che sovrasta l’antico ingresso della grotta. Un’apertura per gli addetti ai lavori, che dopo mesi di attività lo scorso anno, per la messa in sicurezza di sentieri e gradinate di accesso, è stata, per un breve periodo, già oggetto di escavazione. Oltre 150 i reperti rinvenuti in soli dieci giorni, lo scorso ottobre, nei primi metri di galleria: pesci e piante tra i quali alcuni esemplari assolutamente sconosciuti.

«Lo scavo in galleria proseguirà più lentamente rispetto alla cava a cielo aperto», spiega Massimo Cerato, figlio di Massimiliano, che nell’equipe affiancherà Fabio Bona, responsabile tecnico, «in quanto ci possono lavorare meno persone e man mano che si procede, i blocchi di pietra stratificata devono essere trasportati all’esterno».
Come in miniera, il materiale su carrelli verrà trasferito nei pressi di una capannuccia in legno che si trova ad un centinaio di metri dalla grotta. Lì i pesanti «libri», metri cubi di roccia, verranno sfogliati, pagina su pagina, per scoprire i segreti che contengono. «Quest’anno», anticipa Massimo Cerato, «a partire da settembre, offriremo ai visitatori l’opportunità di assistere all’apertura delle lastre stratificate». Per la prima volta questa delicata fase di lavoro, ossia l’apertura degli strati prima in lastre e successivamente in lamine, verrà fatta in pubblico.

Con l’avvincente possibilità di condividere l’emozione della scoperta di un nuovo fossile.
Buona anche la stagione estiva quest’anno per il museo, nonostante le copiose piogge e una temperatura, nel mese di agosto, ben al di sotto della norma. Mediamente ogni giorno cento turisti hanno visitato il museo e sono scesi in Pesciara. Record assoluto di presenze per il giorno di Ferragosto: 415 visitatori.

E intanto Bolca si è guadagnata l’attenzione anche degli atenei d’oltralpe. Virginia Lamiot, studentessa francese dell’Università di Metz in Lorena, ha concluso alla fine di giugno uno stage di tre mesi. Giunta a Bolca il 27 marzo, proprio nel periodo di maggior affluenza di comitive scolastiche, in breve tempo si è fatta esperta di fossili addentrandosi nei misteri del fenomeno Bolca.

Sì, perché l’aspetto curioso del suo stage è che la giovane Virginia non è aspirante paleontologa, ma frequenta il quarto anno della facoltà di Lingue straniere applicate. E volendo «praticare» la lingua italiana ha scelto Bolca, in Italia, quale località turistica. Nei tre mesi primaverili ha fatto la guida turistica, soprattutto al museo. In Pesciara ci andava solo per accompagnare visitatori tedeschi, visto che la giovane francese, oltre l’italiano, parla bene anche il tedesco e l’inglese.
«Un’esperienza estremamente interessante», ha definito il suo stage a Bolca Virginia Lamiot prima di tornare in Francia, dove l’attendeva un esame orale e una relazione scritta. Spera di poter tornare in Italia il prossimo anno; l’ultimo anno accademico prevede uno stage della durata di sei mesi. In ogni caso se non torna Virginia Lamiot, arriverà un’altra studentessa a fare uno stage, assicura l’università francese che ha sede a Metz in Lorena.

La scorsa estate gruppi di studenti della facoltà di Scienze della Terra dell’Università di Milano hanno avuto l’opportunità di fare stage di una settimana a Bolca. Loro erano aspiranti paleontologi e hanno affiancato l’équipe di ricercatori durante gli scavi della campagna 2005, nella cava a cielo aperto del monte Postale, che sarà oggetto di ricerca anche in questa campagna di scavi, subito dopo la Pesciara.

Mariella Gugole
[Fonte: L’Arena]

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