22 mar 2006
Tag:

Il fango proveniente dalle cave minaccia il Parco delle cascate

Fumane. Uno scarico minaccia il famoso Parco delle cascate di Molina, uno dei siti di importanza comunitaria del veronese. L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’Osservatorio Salvalpolicella, Pieralvise Serego Alighieri.

Da tempo, e specialmente dopo forti temporali o periodi di intense piogge, scendono verso valle acque di colore bianco, che si mescolano con quelle trasparenti dei torrenti che formano le famose cascate, visitate da migliaia di turisti e scolaresche ogni anno.
Ma il problema non è solo estetico o di impatto ambientale: la fanghiglia bianca si cementa infatti sul greto del torrente e inibisce la vita di flora e fauna. Interessata la sorgiva «Dei Veraghi». «Abbiamo fotografato il fenomeno», spiega il presidente della Pro loco di Molina, Luigi Castioni, «dove l’acqua bianca confluisce in quella del torrente: si notano proprio due colori diversi. Abbiamo dato tutta la documentazione all’assessore provinciale Luca Coletto, che a sua volta ha incaricato l’Arpav. Gli abbiamo dato, oltre alle foto, anche un cd con la situazione di tutte le cave a monte e attorno a Molina. Si tratta di inquinamento da polveri di pietra e di lavorazione, che si deposita sul fondo solidificandosi e fa morire tutta la fauna».
Aggiunge Castioni: «Il Comune di Fumane ha un Piano cave ben organizzato. Ma continuando a scavare c’è anche il rischio che si abbassi il flusso dell’acqua e, con il passare del tempo, esiste il pericolo reale che diminuisca la portata delle cascate e che sparisca un patrimonio di indicibile bellezza. Per questo parliamo di dissesto idrogeologico. Le cave ormai non scavano solo il cappellacio, la parte superiore, ma asportano anche la graniglia, che dovrebbe rimanere in loco.

«C’è infatti una legge regionale che limita al 30% lo scavo del cappellaccio e basta. Il problema è assai grave anche da un punto di vista economico e la competenza è di Provincia e Regione, mentre il comune ha poteri limitati. Abbiamo attivato tutte le associazioni in difesa dell’ambiente tra cui l’Osservatorio Salvalpolicella».

La situazione è sotto controllo, sostiene il presidente del Parco delle Cascate, Agostino Sartori, «e si stanno attivando tutte le possibili iniziative per risolvere il problema».
Il sindaco di Fumane, Mirco Frapporti, precisa la situazione: «L’amministrazione comunale ha dato l’incarico ad un geologo di individuare la causa di questo fenomeno. L’indagine per rilevare anche il corso della fanghiglia è stata effettuata con traccianti colorati, di natura chimica ma non inquinanti. E’ emerso che si tratta di fango derivato dalla lavorazione ed estrazione della pietra, proveniente da una cava sopra Molina e precisamente dal parco cave di Gorgusello, dove ne sono attive una decina. Ne sono state individuate tre possibili, che potevano influire sulla sorgente dei Veraghi, e tra queste ne è stata individuata e allertata una.

«Il provvedimento subito adottato e suggerito dallo specialista», aggiunge Frapporti, «è stato di riempire con materiale non inquinante tutte le fessure e le fratture che si trovano in cava, per evitare che si infiltrassero le acque di dilavamento, portate specialmente dalla pioggia. Si tratta comunque di acque che in alcun modo possono inquinare gli acquedotti e riguardano solo il torrente che forma le cascate».
«La cava in questione», conclude il sindaco, «rispetta i regolamenti e può continuare la sua attività, rinnovata nel 2003».

Giancarla Gallo
[Fonte: L’Arena]

Meteo


Dolomiti Meteo Previsioni per domani (ARPAV)
Link altri meteo...

ArtGallery

67- LUCE D OVEST oliosu telato 30x40 (Michele Tale)