27 ago 2003

PIENO A GIAZZA E REVOLTO MA SERVONO PIU’ ATTRATTIVE

Selva di Progno. È stata una stagione ottima sotto ogni punto di vista, dichiarano soddisfatti i gestori dell’albergo Belvedere di Giazza e del rifugio Boschetto di Revolto. Ezio Aloisi, proprietario del Belvedere, dice che da quando gestisce il suo albergo, e sono passati trent’anni, una stagione così piena non l’ha mai vista. Come non gli è mai capitato di vedere una stagione tanto brutta come quella dell’anno scorso. La sua clientela è tutta italiana, perciò non ha avuto il calo riscontrato altrove, come sul Garda, dove si sono diradati i tedeschi. I tedeschi che fanno tappa all’albergo Belvedere sono quelli che percorrono il sentiero europeo E 5, un po’ meno numerosi quest’anno, probabilmente per la crisi economica in atto nel loro Paese. Camminatori che a distanza di quattro o cinque anni rifanno il percorso e vogliono rileggere le loro impressioni che hanno affidato alle pagine del libro della casa.
Gli ospiti del Belvedere, non solo anziani, ma anche famiglie di giovani sposi con bambino, provengono dalla Bassa veronese e dalle province di Vicenza, Rovigo, Padova, Ferrara, Mantova. Quelli che hanno la macchina targata Milano, Varese e Latina, sono gli oriundi che tornano al paesello natìo. Con il perdurare del caldo molte persone hanno prorogato la permanenza. Due coniugi sono rimasti al fresco di Giazza per due mesi, rinnovando il soggiorno ad ogni scadenza. L’albergo ha quaranta stanze, rinnovate, tutte con servizi, televisione, telefono. L’accesso ai piani è facilitato dall’ascensore. La cucina tradizionale offre anche specialità trentine, come i canederli.
Se il Belvedere è sulla soglia del Parco Regionale, il Rifugio alpino Boschetto è immerso nel verde della foresta. A 1.151 metri di altitudine è raggiungibile in auto. Ciò consente di beneficiare della frescura e dell’aria balsamica anche alle persone che non sono in grado di camminare. Il rifugio è posto in una conca a due passi dalla Dogana Vecchia, ad un passo dal sentiero Borghetti che conduce a Campobrun e al rifugio Scalorbi. Di fronte ha il Plische con la dorsale che divide la Valle di Revolto dalla Val Fraselle. Un tempo la famiglia Boschi di Selva aveva la sua piccola malga, poi adibita a posto di ristoro, che dal 1977 è diventato il Rifugio alpino Boschetto. È gestito dalla famiglia di Domenico Boschi. Sua moglie, Leonella Cappelletti, titolare della licenza, è un’ottima cuoca affezionata alla cucina tradizionale veneta e montanara. Il figlio Romano, che si è diplomato in attività alberghiere all’Istituto Berti di Chievo, ogni tanto inserisce qualche piatto speciale sulla scia dei suoi maestri di scuola. Non mancano mai le trote ai ferri cotte sulla brace e i «bigoli al torcolo». Il Rifugio Boschetto, che ha ampliato i suoi spazi ricettivi con una accogliente sala da pranzo e funzionali servizi, è aperto tutti i giorni da Pasqua alla fine di ottobre. È aperto anche nei fine settimana invernali e durante le feste natalizie.
Il caldo eccezionale e prolungato di un’estate torrida ha convogliato una massa enorme di turisti su tutta la Lessinia, in cerca di refrigerio sui monti e nelle valli. Ma la Lessinia, dice anche chi opera nel turismo, non può contare esclusivamente su di un turismo di fuga. Deve saper proporre attrattive che durino oltre e al di fuori di un fenomeno climatico.
Aulo Crisma

[Fonte: L’Arena]

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