FINESTRA APERTA SUL LAGO

Stampa (L'Arena)

«L e montagne stanno sempre ferme», si dice per consolare chi ha mancato un’escursione per il cattivo tempo o per sopraggiunti impegni. Anche il Baldo sta sempre fermo, con la sua cresta che non finisce mai e fa da spartiacque tra due visioni panoramiche mozzafiato. Quella sul versante di Novezzina, verso la val d’Adige, e quella sul lago di Garda. Ed è stata quest’ultima, in particolare, a provocare un brivido nella giornata di inaugurazione ufficiale di apertura estiva della seggiovia di Prà Alpesina, riaperta nei giorni scorsi dopo 20 anni di stop, non certo motivato dal cattivo tempo. Da tre anni la seggiovia era ferma anche nella stagione invernale, quando funzionava da impianto di risalita per gli sciatori.
Al termine della salita, un quarto d’ora, dai 1.450 metri di Prà Alpesina si giunge ai 1.850 di Pozza della Stella, dove la distesa azzurra del lago, e le cime bresciane e trentine, si schiudono agli occhi come in un quadro d’autore. E da lì a piedi, in circa mezz’ora, si arriva a Tratto Spino, l’arrivo della seggiova Malcesine – Monte Baldo, oppure si può intraprendere il sentiero delle creste del Baldo.
Commenti estasiati, quelli delle autorità che si sono date appuntamento a Prà Alpesina (raggiungibile da Novezzina lungo la strada Graziani oppure dal casello autostradale di Avio) per il taglio del nastro. L’impianto sarà in funzione tutti i giorni fino al 14 settembre, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Un evento storico, quello della riapertura estiva, come ha sottolineato Giuseppe Venturini, presidente dell’azienda trasporti funicolare Malcesine – Monte Baldo (i cui soci sono il Comune di Malcesine, la Provincia e la Camera di Commercio) che gestisce la seggiovia di Prà Alpesina, dopo aver rimesso in funzione, un anno fa, quella che collega Malcesine a Tratto Spino.
«Il sistema funiviario del Baldo comincia a essere una realtà: dopo Malcesine, ecco Prà Alpesina e in futuro, come è nelle nostre intenzioni, la riapertura della seggiovia Prada – Costabella, ferma da cinque anni, che porterebbe a completare il trasporto dei turisti sul Baldo», ha detto Venturini, introducendo il secondo tema della giornata. Il percorso amministrativo e tecnico per sbloccare la questione Prada – Costabella è infatti il motivo che ha fatto convenire ieri sul Baldo tanti amministratori ed esponenti di associazioni di categoria. Erano infatti presenti il sottosegretario alle riforme istituzionali Aldo Brancher, il presidente della Camera di commercio di Verona Fabio Bortolazzi, gli assessori provinciali Virgilio Zampieri e Davide Bendinelli (pure sindaco di Garda), il sindaco di Malcesine Giuseppe Lombardi e quello di Brenzone Giovanni Zappalà. Al termine si è unito il sindaco di San Zeno di Montagna Cipriano Castellani. Hanno partecipato il sindaco del Comune trentino di Brentonico Riccardo Dossi, presidente del Consorzio Vallagarina, il vicesindaco di Avio Sigfrido Calissoni, oltre al segretario provinciale di Confcommercio Fernando Morando, al presidente dell’Unione gardesana albergatori (Ugav) Giuseppe Lorenzini e al preside dell’istituto alberghiero di Bardolino Armando Gallina. Al plauso per l’efficace operazione Prà Alpesina e alla reciproca sollecitazione a «fare sistema» per sviluppare e promuovere il territorio gardesano-baldense, nella parte dedicata all’ufficialità si è finito per parlare appunto delle prospettive di Prada – Costabella. La società di gestione dell’impianto era fallita. Oggi, grazie a un accordo fra enti c’è la possibilità di farlo decollare ancora. I Comuni di Brenzone e San Zeno di Montagna formeranno un consorzio per rilevare gli impianti dalla società Boni, che ha rilevato l’area dal tribunale fallimentare.
Un’operazione da circa 330 mila euro. Alla gestione parteciperanno anche la Camera di Commercio («abbiamo già destinato 150 mila euro», ha confermato ieri il presidente Bortolazzi), la Provincia («anche noi stanzieremo 150 mila euro», ha detto l’assessore Zampieri) e il consorzio trasporti funicolari Malcesine – Monte Baldo, che si occuperebbe della gestione. Occorrerà stabilire se riattivare gli impianti (che la cui vita tecnica scade nel 2008 e comunque sono fermi da cinque anni e sono rimasti dove erano) oppure provvedere a rinnovare tutto e ripartire da zero, andando a una nuova concessione, che dura 40 anni. In ogni caso servono soldi. I soggetti interessati sono intenzionati a metterli. Ciò che più volte è stato sottolineato è la necessità di unire le forze, una volta per tutte. L’obiettivo della rimessa in fuzione è l’estate prossima: «Solo lavorando insieme», ha detto il sottosegretario Brancher, «è possibile far crescere e sviluppare il nostro territorio e avere un sistema funicolare completo è un tassello importante per fare sì che questo territorio venga goduto e valorizzato».
[Fonte: L'Arena]

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